Gioco difficile da definire Echochrome, appena uscito per PlayStation Portatile. Pieno di paradossi che vanno contro la legge di gravità e aberrazioni prospettiche come le opere di Escher, ma astratto e essenziale come quelle di Reutersvärd.
Lo scopo principale è far compiere dei percorsi a una serie di avatar. Percorsi pieni di ostacoli che però, ruotando la visuale del gioco, vengono celati da pilastri, scale o altre strutture architettoniche. Un gioco basato su illusioni ottiche: tanto inusuale quanto affascinate. Merito dell’Object Locative Environment Coordinate System, applicazione sviluppata da Jun Fujiki. Un designer giapponese di trent’anni, trasferitosi da qualche tempo a San Diego, che ha inventato questo software straordinario usato poi dagli studi di Tokyo della Sony.
Il consiglio è di provarlo, anche se vista la sua stranezza potrebbe non piacervi.